Papaveri in cucina: come usarli?

Simbolo della lotta contro i pesticidi, il papavero (papaver rhoeas) è un fiore fragile e delicato che in questo periodo offre i suoi petali e i suoi semi a chi conosce le ricette giuste. Sciroppo, dolci e infuso: oggi vi diamo tre idee per usarlo.

Il papavero vi ricorda probabilmente le passeggiate da bambini sui sentieri di campagna oppure i campi di grano dove si scorgeva da lontano il suo colore brillante… quando ancora lo si trovava dappertutto in Italia alla fine dell’inverno. Oggi, per via dell’abuso di pesticidi e diserbanti chimici, la sua diffusione è in declino.

Ecco perché in Francia è diventato il simbolo della lotta contro i pesticidi. Qualche mese fa, il movimento “Vogliamo i papaveri” ha lanciato una petizione per fare pressione sul governo francese e ottenere l’eliminazione di tutti i pesticidi di sintesi. Per fortuna, il papavero fiorisce ancora nei campi biologici e laddove non si usano erbicidi di sintesi. Scopriamo insieme le sue virtù terapeutiche e capiamo come usarlo per insaporire i dolci!


Nous voulons des coquelicots

Il movimento “Vogliamo i papaveri” lotta contro i pesticidi


Sciroppo di papavero, formidabile contro la tosse

Grazie alle sue proprietà espettoranti, il papavero aiuta a curare la tosse, anche per i più piccoli ai quali piace molto il suo sapore delicato e dolce. Il colore dello sciroppo è talmente scarlatto che quasi quasi si potrebbe credere che sia uno sciroppo industriale… invece no, è al 100% naturale! Facilissimo da fare, si conserva un anno al fresco.


Sciroppo contro la tosse

©Olivier Cochard


Ingredienti per un barattolo di sciroppo

250 g di fiori di papaveri raccolti in un posto incontaminato, lontano dall’inquinamento delle città e dai pesticidi

250 ml d’acqua

250 g di zucchero


Fate bollire l’acqua. Aggiungete i petali (i papaveri si raccolgono da maggio a giugno). Se sono freschi, cioè se li avete appena raccolti, i fiori conterranno più sostanze attive. Potete anche lasciare gli stami, anche loro contengono sostanze attive. Quando i petali vengono immersi nell’acqua bollente, cambiano subito colore e diventano blu o viola: non preoccupatevi, è assolutamente normale, lo zucchero gli restituirà poi il suo bel colore rosso. Lasciate riposare per circa dieci minuti. Filtrate per togliere i petali. Pesate il liquido ottenuto e aggiungete la stessa quantità di zucchero. Fate sobbollire per cinque minuti e travasate in un barattolo sterilizzato.

Aspettate che lo sciroppo sia completamente freddo prima di assaggiare. Quando avete la tosse, prendetene 1 o 2 cucchiai 3 volte al giorno per 4 giorni. Per i bambini, dimezzate le dosi.


Un orto a misura di tisana!


…E ottimo per insaporire i dolci

All’Alveare cerchiamo sempre di minimizzare gli sprechi e di prendere due piccioni con una fava. Quindi abbiamo trovato un uso alternativo per lo sciroppo che avete appena fatto: sublimare i dolci! Lo yogurt, la panna cotta, la macedonia… lo potete mettere in tutti i dolci che vi sembrano troppo semplici o con un gusto un po’ “piatto”. Il successo è garantito!


Quattro dolci a base di verdura


Dolci papavero

Fragole allo sciroppo di papavero ©Olivier Cochard


Infuso di petali di papavero: il segreto della nonna per aiutare a conciliare il sonno

Dicono che l’etimologia di papaver si riferisce alla pappa: la leggenda vuole che i nostri antenati mettessero i semi di papavero nella pappa dei bimbi per farli dormire profondamente. Effettivamente, il papavero ha delle proprietà soporifere e agisce come un sonnifero naturale. Soffrite d’insonnia o di sonnambulismo? Allora questa astuzia è per voi!


Infuso papaveri

©Olivier Cochard


Fate seccare dei petali di papaveri all’ombra. Abbiate cura che i petali siano disposti su un solo strato, non devono essere sovrapposti tra loro. Una volta secchi, conservateli in una scatola al riparo dalla luce, in un luogo asciutto.

Quando ne avete bisogno, mettete qualche petalo in una tazza di 15 cl d’acqua bollente e lasciate riposare per 10 minuti. Bevete l’infuso da 1 a 3 volte durante la giornata, o prima di andare a dormire.


 

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