Talea express: come ottenere nuove piantine in poche mosse

Non c’è niente di più ecologico di una talea. Riprodurre una pianta per talea significa far nascere una nuova piantina partendo da un pezzetto di una pianta madre: una foglia, uno stelo… In parole povere, possiamo dire che riprodurre una pianta per talea è come fare una clonazione, perché la pianta “figlia” sarà geneticamente identica alla pianta madre. Vi piace l’idea? Ecco allora tre consigli per ottenere una nuova piantina da talea in poche mosse.


talea nel vaso




Fase 1: la pozione magica

Per aumentare le probabilità di successo, dovete procurarvi un booster, un ormone naturale per la vostra talea, che stimoli la creazione di nuove radici. L’acqua di salice è fantastica per questo scopo. Per prepararla, basta trovare un salice; non importa se sia piangente o storto, tutti i “salix” vanno bene. Se non avete modo di procurarvi qualche rametto di salice, fate come noi: chiedete ai contadini del vostro Alveare


talea acqua di salice

Questo è un salice, un ottimo booster per le vostre talee.


acqua di salice

L’acqua di salice



Come preparare l’acqua di salice

Per preparare l’acqua di salice ci sono due metodi: il primo è fare un decotto di salice prendendo alcuni rami e lasciandoli in ammollo per ventiquattro ore in acqua. Il secondo, più concentrato, si ottiene immergendo i rametti di salice per 3-4 settimane in un secchio d’acqua.

In poche settimane, la magia si compie e appare il nostro “ormone per talea”. È questo gel traslucido che rimane nella bacinella e scivola sulle dita. Inoltre, sappiate che potete ripiantare i rami di salice che saranno “rivestiti” con questo gel magico e da loro nasceranno nuove radici.

Per quelli che si chiedono come semplici pezzi di salice possano trasformarsi in pozioni magiche, sappiate che la sua corteccia contiene acido salicilico, di cui l’aspirina (acido acetilsalicilico) è un derivato. Questo acido blocca l’essiccazione del taglio e favorisce la guarigione, così da favorire la produzione di nuove radici. Non vi ricorda, forse, la compressa di aspirina che qualcuno suggerisce di mettere nel vaso coi fiori recisi, per prolungarne la vita?


orto

Nell’orto c’è l’mbarazzo della scelta: verbena, dragoncello, issopo, rosmarino, lavanda … tutto va bene per provare a far nascere una nuova pianta per talea!



Fase 2: taglio e ricrescita

Il vostro ormone per talee è pronto? Ora è il momento di selezionare le piante da riprodurre per talea. Dagli aromi ai lamponi fino ai gerani, c’è l’imbarazzo della scelta. In linea di principio, potete provarci con ogni pianta, anche se le probabilità di successo saranno diverse.


come fare una talea

Parti di piante madri pronte per rinascere altrove.


Sezionate un giovane ramoscello, tagliate tutte le foglie lungo lo stelo tranne i due terzi della parte superiore. Otterrete un piccolo bouquet. Non esitate a tagliare la testa del ramoscello per favorire la nascita di radici a spese dello stelo. Se vi sembra troppo complicato, iniziate tagliando una classica pianta da appartamento come il pothos. Basta prenderne una foglia e un pezzetto del gambo che contenga un nodo.

Quindi immergete le vostre talee in un bicchiere contenente l’acqua di salice. Collocate il contenitore in un luogo caldo e assicuratevi che le talee siano sempre ammollo in acqua di salice. In caso contrario, provvedete a rabboccare con un po’ d’acqua.


talea immersa nell'acqua di salice

In qualche settimana spunteranno le prime radici


Dopo alcune settimane, dovreste già vedere delle radici. Appena si saranno un po’ sviluppate, sarà tempo di mettere le talee in un vaso. Scegliete un mix di terra e sabbia grossolana e ben drenata per prevenire la decomposizione delle nuove radici. Tenete i vasi in casa mentre aspettate la primavera.

Le talee non hanno sempre successo, perciò prendete sempre diversi rametti della stessa specie. Se tutto fortunatamente tutti i rametti svilupperanno delle radici, potrete scegliere gli esemplari più belli da ripiantare e offrire ai vicini.


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Riguardo a

Simona Cannataro

Simona Cannataro

Calabrese trapiantata a Torino, studia e lavora nella comunicazione fino a quando la passione per il cibo buono non la porta dritta all’Alveare che dice Sì! Quando non si occupa di postare sui social e scrivere sul blog, viaggia in Vespa alla ricerca di nuovi posti dove andare a mangiare.

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