Le ricette antiviolenza delle cuoche combattenti

Un matterello sollevato verso l’alto. Non per colpire, ma come gesto di riscossa, di riscatto. È quello che campeggia sulle etichette dei barattoli di delizie cucinate dalle Cuoche Combattenti.

Quello delle cuoche combattenti è un progetto nato nel il Centro AntiViolenza “Le Onde ONLUS” di Palermo: la storia me la racconta oggi Nicoletta, ideatrice di questo progetto, e insieme a lei un gruppo di donne che hanno trovato nella produzione di conserve e trasformati un modo per mandare dei messaggi forti. E buoni.


Combattere la violenza a suon di cose buone

Parlare di violenza e abusi senza cadere nella retorica non è cosa facile, eppure a Nicoletta riesce bene.
“Creare cose buone per combattere la violenza, dare opportunità ad altre donne di trovare la propria strada e rinascere, rompere il silenzio sugli abusi subdoli e normalizzati che tante donne subiscono, unirsi e condividere per uscire dall’isolamento e riscattarsi.

Per questo motivo è nato “Cuoche Combattenti”.


cuoche combattenti


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Ed così che è iniziata anche la produzione, in origine casalinga, dei vasetti. Nicoletta, dopo un tirocinio professionale presso un laboratorio alimentare di confetture e dolci, si è trovata con nuove capacità. E con il desiderio – forse più un’urgenza, come dice lei, – di condividerle. Con la chiara coscienza della necessità di diffondere e far conoscere la realtà della violenza domestica.

“Ho iniziato la produzione a casa mia e ho contattato associazioni sul territorio per far conoscere il progetto e provare ad autofinanziarlo”, mi spiega, “così, dalle nuove relazioni create, è approdata al progetto Claudia, che lo sposa in pieno e si affianca a me nella produzione e nella promozione. Insieme creiamo nuovi prodotti e contattiamo i piccoli produttori del territorio, selezionando materie prime da agricoltura sostenibile”.



Le ricette

E adesso provate ad arrivare al fondo di questo paragrafo senza iniziare a sentire un certo languorino: le ricette di Nicoletta e delle Cuoche vi metteranno alla prova! “La nostra confettura di pere a pezzi e noci, la confettura di pere e cannella e la marmellata di cipolle rosse sono perfette abbinate a un tagliere di formaggi stagionati o spalmate sul pane. Per un’ottima crostata o per guarnire le cheesecake sono ottime invece la confettura di mele e nocciole, quella di uva fragola e mele cotogne o la gelatina di mandarino e quella di vino Merlot, assolutamente da provare”.


Agli ordini!

E per chi preferisce il salato? “Le conserve salate al momento sono tre: Il pesto di melanzane, con le mandorle a pezzi, il pesto di radicchio e noci e il pesto di carciofi e arance (e mandorle a pezzi), buonissimi con la pasta o il riso, ma anche sulle bruschette di pane, o per sbizzarrirsi in cucina come preferite!”

Insomma, tanti piccoli ambasciatori di vetro, tutti connessi al filo rosso della condivisione. Coerentemente con il ruolo che il cibo da sempre ricopre nella storia dei popoli e delle culture.


“Buona resilienza a tutt*”

“Tu vali, e Sei Libera Sempre!” , “Chi ti Ama Non Ti Controlla” , “L’Amore Non Ammette Minacce, Mai!”.
Questi sono i messaggi che potrebbero entrare nelle vostre case nel momento in cui acquistate uno qualsiasi dei prodotti delle Cuoche Combattenti. Ogni prodotto infatti si accompagna a un’etichetta contenente un messaggio semplice e potente, diretto: sono le #etichetteantiviolenza.
“L’etichette antiviolenza nascono prima ancora delle Cuoche Combattenti”, mi racconta Nicoletta.


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“Appena si viene direttamente a contatto con il fenomeno della violenza domestica, la prima domanda che ci si rivolge è perché?, come mai una donna sopporta senza ribellarsi?

Secondo le statistiche una donna su tre ha subito una molestia nella sua vita, e ogni donna ha sicuramente vissuto quel complimento indesiderato, quell’abbraccio inopportuno, quel giudizio non richiesto, quella “protezione” superflua, spesso sopportandoli, mascherando il disagio con un sorriso, per non essere giudicata “acida”, “ingrata”, “isterica” o ribelle, per non disattendere le aspettative di uno stereotipo che vuole le donne accomodanti, comprensive, indifese e accoglienti. Allora diventa necessario mettere in chiaro i meccanismi delle relazioni amorose, smontare gli stereotipi e smascherare gli “atteggiamenti” che rendono gli abusi “invisibili”, diventa necessario dirlo a ogni donna, arrivare in ogni casa tramite un vasetto di marmellata e dirle la verità!”



Il cibo è accoglienza

“Si offre il cibo per accogliere, per socializzare. Già dalla fase di preparazione il cibo è condivisione di saperi, di compiti, ed è un momento di confronto e di socializzazione. E il cibo è un elemento trasversalmente indispensabile, che può quindi arrivare a tutte e tutti, condividendo un messaggio e (ci auguriamo) anche un esempio positivo, una possibilità di Libertà”.
E non è finita qui: perché le Cuoche Combattenti non si tirano indietro neanche in tema di sostenibilità di stili di vita! “Come altre realtà produttive veicoliamo messaggi sui criteri di consumo etico e sostenibile, sulle produzioni a impatto minimo. Perché crediamo che ognuno possa contribuire a rendere la Terra un posto migliore per tutte e tutti, crediamo nel cibo come veicolo di valori, nel cibo buono da gustare e buono con la terra!”.


 

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