Pacchetti zero sprechi per regali sostenibili

È sempre la stessa storia: ogni Natale la produzione di rifiuti aumenta del 20%.

Tra questi, la carta regalo spicca per il suo uso effimero ed è una delle cose a cui più facilmente ci sentiamo di poter rinunciare. Dubbi? Ecco allora tre idee testate e approvate per fare pacchetti zero sprechi. 


Le vacanze sono magiche… ma quanta spazzatura si lasciano dietro? Ci ritroviamo in famiglia, passiamo ore a tavola, ci scambiamo doni e… produciamo rifiuti.

E se potessimo risparmiarceli solo essendo un po’ creativi?


pacchetti zero sprechi

© Olivier Cochard


Furoshiki, pacchetto zero sprechi e haute couture

 

In 5 minuti, che risultato!

Il furoshiki non vi dice niente? Ma andiamo, vi abbiamo spiegato come usarlo all’ora di pranzo qui. È l’arte del packaging giapponese: una soluzione ecologica e raffinata.

Prima buona notizia: tutti gli scarti di tessuto di cotone o di lino possono andare bene: dal tovagliolo – senza macchie – allo scampolo avanzato fino al tessuto ricamato. Seconda buona notizia: tutti possono farlo! Se alcune pieghe richiedono una certa destrezza, possiamo facilmente accontentarci di un imballaggio a difficoltà zero per ottenere comunque un bell’effetto.


carta regalo fai da te

© Olivier Cochard


Non facile, di più

Iniziate scegliendo un pezzo di tessuto grande abbastanza per contenere il vostro dono (18×18 cm per un libro o una scatola di cioccolatini, 27×27 cm per una bottiglia di vino, 45×45 cm per un oggetto più grande). Stendetelo con cura.

Disponete il vostro presente sul quadrato di stoffa.

Piegate insieme i due lati opposti.

Fate un bel doppio nodo con i due angoli rimanenti, non esitate a dargli una bella forma a petalo.

Impreziosite il pacchetto con un tocco finale: un ramo di pino, un gambo secco di eucalipto, un bastoncino di cannella o un rametto di rosmarino… per dargli ancora più carattere.

Troverete ancora più idee per annodare i tessuti qui .


© Olivier Cochard


Vecchi fogli, la carta custodisce

 

2 minuti e il gioco è fatto

In bianco e nero o a colori, la carta da giornale o la copertina di una rivista possono essere favolose carte da regalo di recupero. Oltretutto, possono anche permettere di far passare tra le righe parole carine o messaggi subliminali.

Allo stesso modo, anche la buona vecchia mappa stradale può anche fare un buon lavoro! Ammettiamolo, tra la cartina che è stata utilizzata una volta e mai più lo sarà, quella su cui metà della rete stradale non è più aggiornata e tra le app, il GPS e compagnia bella, l’opportunità declutter è troppo ghiotta.


incarto mappa

© Olivier Cochard


In più non c’è neanche bisogno di decorare, la piantina geografica è già una carta da regalo fatta e finita. Aggiungete se vi va solo un cordino, un po’ di verde…

Consiglio dell’ultimo minuto: al posto delle etichette, create un timbro con una patata (germogliata!) per indicare il nome del destinatario. Per fare questo, tagliatela a metà, ritagliate una forma o le iniziali del destinatario e metteteci sopra della vernice o dell’inchiostro per stampare sulla carta.


incarto sacchetto tessuto

© Olivier Cochard


Un sacchetto di tela, confezione educativa

 

Meno di 30 secondi: veloce e ben fatto

Ah, i sacchetti alla rinfusa. I seguaci dello zero-waste ne hanno sempre una in borsa o nel cestino della bici. Chi ha un po’ di manualità può confezionare un sacchetto in casa, gli altri potranno attingere dalla loro collezione personale. Una o due mollette carine, una piccola manciata di alchechengi o fette di arance essiccate… et voilà, il pacchetto zero sprechi è fatto.


La cucina zero sprechi in 5 ricette


sacchetti imballaggio

© Olivier Cochard


Battaglia zero sprechi finale

I vostri regali sono finalmente imballati a dovere, ma la battaglia zero sprechi non è finita qui. Continua la tua lotta di Natale prendendo in considerazione l’idea di creare una bella compostiera e di predisporre una doggy bag da regalare ai tuoi ospiti quando andranno via.

Saranno lieti di non doversi preoccupare della prossima cena!


 

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Riguardo a

Simona Cannataro

Simona Cannataro

Calabrese trapiantata a Torino, studia e lavora nella comunicazione fino a quando la passione per il cibo buono non la porta dritta all’Alveare che dice Sì! Quando non si occupa di postare sui social e scrivere sul blog, viaggia in Vespa alla ricerca di nuovi posti dove andare a mangiare.

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