Zero-sprechi in pausa pranzo

Siamo tutti tornati al lavoro pieni di buoni propositi, tra i quali, come sempre: mangiare sano, locale e senza sprechi.

Ottimo, ma se vogliamo una vita zero-sprechi per davvero non possiamo non pensare anche ai contenitori del cibo che mangiamo!

E se non sapete bene come fare a portarvi dietro la schiscetta senza lasciarvi alle spalle tonnellate di rifiuti, noi oggi vi regaliamo tre grandi trucchi per pranzare in ufficio o nel parco accanto senza lasciare traccia.


Tre idee per un pranzo in barattolo


schiscetta zero sprechi

©Olivier Cochard


Alla giapponese: il Furoshiki

“Furoche?” Furoshiki ! L’arte di imballare il pasto con un pezzo di stoffa riciclata: un foulard che non ci piace più, uno strofinaccio, un asciugamano… l’importante è che sia annodato ad arte.

Con un po’ di destrezza e allenamento saremo presto capaci di annodarlo creando anche una pratica maniglia, per portare il pranzo all’avambraccio o legarlo alla manopola della bici.

Inoltre, il tessuto srotolato sul tavolo diventa una tovaglietta/tovagliolo che sarà l’invidia dei colleghi. Infine, non dimentichiamo le posate per insalata e un bicchiere per l’acqua, ovviamente riutilizzabili.


schiscetta zero sprechi

©Olivier Cochard


Alla canadese: il Bees Wrap

Ah, il bees wrap (vedi alla voce: tessuto rivestito di cera d’api).

Inventato da una società canadese, ora è emulato in tutto il mondo, e c’è una buona ragione. Potete fabbricarvene quanti volete da soli (a comprarlo non è così economico) e, soprattutto, è riutilizzabile all’infinito (basta lavarlo in acqua fredda e sapone di Marsiglia).

Senza contare che con le mani potete “plasmare” il tessuto cerato dandogli la forma del cibo da confezionare.

Come la molto più inquinante pellicola trasparente, per intenderci.

Il bees wrap è perfetto per trasportare i biscotti fatti in casa, i semi oleosi (noci, nocciole, mandorle …), il pezzo di formaggio o il frutto.


bees wrap

©Olivier Cochard


Per autoprodurre i vostri involucri zero-sprechi avrete bisogno di:

  • Tessuto di cotone non troppo spesso (organico, se possibile)
  • Cera d’api (chiedete all’apicoltore)
  • Carta da forno 
  • Una teglia o un ferro da stiro

Avete tutto? Allora iniziate a tagliare il tessuto della misura desiderata (possibilmente con le forbici dentellate). Mettetelo su un pezzo di carta forno un po’ più grande del tessuto e poi tutto sulla teglia da forno.

Coprite uniformemente con cera d’api grattugiata. A questo punto potete mettere il vostro tessuto in forno e lasciarlo cuocere per circa dieci minuti a 150°C.

Sfornate quindi il cotone cerato e agitatelo un po’ per farlo asciugare bene

Potete anche realizzare il bees wrap con un ferro da stiro.

In questo caso, creare un triplo strato: carta forno, pannetto con cera, carta forno. Stirate la carta a bassa temperatura e senza vapore fino a quando la cera non si scioglie. Ed ecco che è pronto! Abbandonerete prestissimo l’alluminio e il cellophane, innamorati come sarete del vostro bees wrap autoprodotto.


Snack energetici, salutari e autoprodotti


tessuto cera d'api

©Olivier Cochard


#1rifiutoalgiorno 


All’americana: barattoli e spago

Niente fa venire l’acquolina in bocca come un’insalata colorata in un contenitore trasparente. Non dimentichiamo di abbinare il nostro pranzo in barattolo a una bella forchetta in metallo o in legno, e a un colorato tovagliolo lavabile. Il tutto felicemente accompagnato da un gustoso sandwich a strati imballato con carta da pane riciclata e legato con un cordino di juta.

Ovviamente trasporteremo il tutto in un sacchetto di stoffa stampato “zero-sprechi”, per un effetto complessivo ancora più bello…


pranzo zero sprechi

©Olivier Cochard


Niente sprechi nella nostra cucina!


Piccolo amico

Non cercate di convincere nessuno in ufficio della necessità di diminuire la plastica e, in generale, gli imballaggi usa e getta. Vi basterà lasciare che i colleghi osservino la praticità e la bellezza dei vostri pasti in pausa pranzo… Alla fine di una conversazione, fate semplicemente notare che la vita è decisamente più bella quando non c’è più da portare giù la spazzatura. 

Vedrete in quanti vi imiteranno!


 

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Riguardo a

Simona Cannataro

Simona Cannataro

Calabrese trapiantata a Torino, studia e lavora nella comunicazione fino a quando la passione per il cibo buono non la porta dritta all’Alveare che dice Sì! Quando non si occupa di postare sui social e scrivere sul blog, viaggia in Vespa alla ricerca di nuovi posti dove andare a mangiare.

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