Foraging: di cosa si tratta?

Il foraging è un termine che oggi è sempre più di moda, ma in realtà indica una pratica che è sempre esistita. E che è (forse) uno dei gesti più antichi dell’uomo. Uomo che, per nutrirsi, come gesto ancestrale raccoglieva quello che trovava intorno a sé. Questa pratica si è radicata poi nelle tradizioni contadine, dove raccogliere erbe spontanee sia per la cucina che per fare infusi o per curarsi era la prassi.

Basti pensare alle nostre nonne o bisnonne che andavano per prati e campi a raccogliere bacche, frutti di bosco, tarassaco, rucola e cicoria selvatica alimentando un’economia di sussistenza dove veniva valorizzato tutto ciò che la natura aveva da offrirci e dove nulla veniva buttato via.

L’avvento dei supermercati ha poi portato a dimenticare questa buona e sana abitudine offrendoci cibi pronti e sempre disponibili, 24 ore su 24 e indipendentemente dalle stagioni.


tarassaco fiori


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Cosa è il foraging?

Piante ed erbe selvatiche, dimenticate per anni, oggi sono state rilanciate in cucina grazie ad una nuova consapevolezza ecologica ed ambientale e ad una crescente curiosità nei confronti dei cibi selvatici e spontanei.

Buona parte del merito di questa “riscoperta” forse è dovuta al fatto che negli ultimi anni si è diffusa una nuova sensibilità per la natura e tutela dell’ambiente. Sensibilità che ci portato ad un ritorno all’antico e ad abbracciare valori importanti quali sostenibilità ambientale, biodiversità e identità culturale.


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Oltretutto, andare per boschi a ricercare gli ingredienti per la nostra cucina ci porta ad entrare in contatto con la natura, ad imparare a conoscere il paesaggio e l’ambiente intorno a noi e ad acquisire il senso della sua tutela.

Il sostanza, con il termine “foraging” si vuole indicare l’attività di raccogliere erbe e piante spontanee esplorando il territorio di diverse aree naturali come montagne, boschi, campi, argini dei fiumi o lungo le spiagge, riconoscendo e selezionando vegetali interi (o parte di essi) ritenuti commestibili e adatti al nutrimento umano. Anche andare a far castagne in una domenica di ottobre o raccogliere more mature ai bordi dei sentieri di campagna, ad esempio, vuol dire fare foraging.


foraging


Se spostiamo la nostra attenzione su varietà meno comuni le possibilità di procacciarci del cibo naturale, in modo gratuito, diventano tantissime.


Come fare foraging e i suoi benefici

Fare foraging prevede precise regole di raccolta (o precauzioni) che vanno rispettate.  Conoscere le varietà spontanee adatte al consumo umano è un requisito necessario del foraging considerando che esistono in natura diverse specie vegetali tossiche. Così come è importante scegliere le zone più adatte per la raccolta, evitando le aree inquinate e quelle tutelate. Fate foraging nel rispetto dell’ambiente – e delle regole!

Dunque, è importante essere consapevoli della propria preparazione per quanto riguarda botanica e riconoscimento sul campo. Se non si ha la totale certezza di sapere quello che si sta raccogliendo (e che poi finirà nel nostro piatto e dei nostri commensali) è meglio lasciare perdere.

Sbagliare, nella migliore delle ipotesi, può provocarci un banale mal di stomaco, ma i rischi possono anche essere più grandi e, in casi estremi, possono portare a gravi avvelenamenti.


Erbe, fiori, bacche selvatiche e non solo frutti di bosco e castagne

Tutte specialità che si possono usare in cucina, e che si trovano in natura, per preparare piatti appetitosi e genuini dalle importati proprietà nutrizionali e curative.
I cibi spontanei raccolti a mano in ambienti incontaminati (evitate i parchi cittadini!) sono ricchi di nutrienti che possiamo inserire nella nostra dieta. Ad esempio: sapevate che le foglie di tarassaco hanno un alto contenuto di ferro, l’ortica è ricca di vitamina C e la malva è un rimedio naturale per tosse e raffreddore?


erbe aromatiche

Collezione di erbe aromatiche.


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Le erbe spontanee e piante raccolte all’aria aperta sono davvero tante e conoscerle e saperle utilizzare in modo adeguato in cucina permette di assumere consapevolezza di ciò che mangiamo, della disponibilità delle materie prime e del loro potere nutritivo e non solo, anche economico!


 

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