La dieta detox è nel prato

Vi sentite appesantiti? Il sonno è inquieto? La vostra metà ha il respiro pesante (per usare un eufemismo)? È arrivato il momento della famosa dieta detox primaverile!

È giunta l’ora di coccolare alcuni dei nostri organi emuntori … Emun-che? Emuntori! Il fegato, i reni, gli organi attraverso i quali eliminiamo scorie e rifiuti!

Andiamo a vedere se il dente di leone è pronto per essere raccolto …


tarassaco

© Olivier Cochard


A caccia di erbe!

Anche se la primavera non è arrivata molto presto quest’anno, molte piante selvatiche ad effetto detox sono già pronte da cogliere. Durante una gita nella natura o una passeggiata nei boschi, potete portarvi dietro un coltello, forbici e un cestino … Madre Natura, sempre così meticolosa, è pronta come sempre a darci quello di cui abbiamo bisogno.

Attenzione, non fate incetta di erbe detossinanti troppo vicino alle strade o ai campi trattati.

Posso sentirvi da qui: ci darà il succo d’erba a colazione, i semi germogliati a pranzo e la linfa all’aperitivo! Non è propriamente così, ma non siamo neanche molto lontani dalla verità.

Economiche, ecologiche, piene di vitamine, clorofilla e proprietà medicinali, le piante selvatiche possono, infatti, avere un’incredibile azione detox sulla nostra pelle.

Ma andiamo al sodo, con una bella ricetta…


tarassaco fiori

© Olivier Cochard


Insalata di tarassaco e semi tostati

Del tarassaco, o dente di leone, non si butta via niente: le sue radici in inverno (dette cicoria, sono un’incredibile alternativa tutta locale al caffè), i suoi fiori con cui si può fare una deliziosa gelatina, le sue foglie, altamente rigeneranti, ricche di vitamina A e PP, calcio, ferro, sodio, potassio … una vera miniera di nutrienti!

Per una insalata detox


  • Un bel bouquet di foglie di tarassaco molto fresco
  • 10 ml di aceto di mele
  • 30 ml di olio di noci
  • 20 g di semi di grano saraceno
  • 10 g di semi di girasole
  • Pepe q.b.
  • Un pizzico di fleur de sel

insalata di tarassaco

© Olivier Cochard

 


Lavate le foglie di questa insalata selvatica più volte in aceto o acqua e bicarbonato.

Strizzate delicatamente le foglioline seghettate, appena pulite. In una ciotola, mescolate aceto di mele, olio di noci, grano saraceno e semi di girasole leggermente tostati, pepe e un pizzico di fleur de sel.

Assaggiate e aggiustate l’emulsione se necessario. Versate generosamente il condimento sulle foglie di tarassaco.

> Attenzione! Si consiglia di non utilizzare il dente di leone in cura continua per tutto l’anno, ma piuttosto di fare alcuni giorni di cura detox, durante i cambi di stagione. In caso di gravidanza, allattamento al seno, allergia alle asteracee, malattie cardiache o renali, dimenticate questa ricetta.


piantaggine

© Olivier Cochard


Pesto di foglie di piantaggine

Ah, la piantaggine… Incontriamo questa meravigliosa erba nei nostri prati, prati, piste da sci e anche in mare! Una trentina di varietà di piantaggine sono presenti nella flora spontanea italiana.

Estremamente ricca di vitamine e minerali, anti-infiammatoria, diuretica, espettorante, lassativa e anche antibatterica, la piantaggine è l’amica detox che tutti vorrebbero avere!


Per un buon pesto

  • 200 g di piantaggine finemente tritata
  • 50 g di noci
  • Il succo di un limone
  • 3 spicchi d’aglio schiacciati
  • 30 g di Parmigiano Reggiano
  • 6 cucchiai di olio evo

pesto di piantaggine

© Olivier Cochard


(Leggi anche: L’olio extravergine d’oliva fa sempre bene alla salute?)

Lavate bene le foglie di piantaggine per eliminare ogni residuo di terra.

Tostate leggermente i gherigli di noce prima di schiacciarli con un pestello nel mortaio.

Aggiungete il succo di un limone e gli spicchi d’aglio schiacciati. Infine aggiungete la piantaggine finemente tritata, il parmigiano e l’olio extravergine d’oliva. Servite il vostro pesto di piantaggine su una buona fetta di pane a lievitazione naturale, come accompagnamento a un pesce bianco o come condimento per la pasta.

(Leggi anche: L’incredibile avventura del lievito madre)

>Attenzione! La piantaggine non è raccomandata alle donne in gravidanza, poiché potrebbe avere un effetto stimolante sull’utero. Si noti inoltre che, consumata a dosi elevate, la piantaggine può avere effetti lassativi.


infuso di primule

© Olivier Cochard


Infuso detox di primavera con primule

Consigliati contro raffreddori, tosse, insonnia, allergie, emicrania, attacchi d’ansia e problemi urinari, i fiori di primula hanno anche tutto per compiacere la vista! Tuttavia, assicuratevi di scegliere con cura il prato in cui raccoglierete i vostri fiori.

Rompete attentamente i gambi in modo che le radici non si danneggino dopo il vostro passaggio.

Tenete solo i fiori (gettate i gambi nel compost). Se non li mangiate subito, lasciateli asciugare. Stendete i fiori su un panno pulito e lontano dalla luce (senza averli lavati). Non appena i fiori saranno asciutti, disponeteli in un barattolo di vetro, con data e etichetta.

Regolarmente, concedetevi un infuso di fiori (secchi o freschi).

Godetevelo senza dolcificare, se volete l’effetto detox. Inoltre, vi consiglio vivamente, durante la vostra dieta detox, di andarci piano con alcool, caffè, carni, dolci e tutti i prodotti raffinati…

E non dimenticate di masticare bene, idratarvi, camminare e godervi l’aria e i primi raggi del sole primaverile.

Ci sentiamo tutti già meglio, giusto?

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Precauzioni importanti

L’uso di piante selvatiche non deve essere preso alla leggera. In caso di dubbio sulla specie botanica, lasciate perdere e continuate a passeggiare.


 

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