Latti vegetali: vietato chiamarli “latte”

Negli ultimi anni hanno preso piede sul mercato i cosiddetti latti vegetali, con boom di vendite su scala planetaria. Si tratta di bevande a base di cereali, semi o legumi, che in verità hanno poco in comune con il latte vaccino da un punto di vista nutrizionale, tanto è vero che la legislazione UE non permette ai produttori di definirle “latte” sulla confezione, ma appunto devono avere la dicitura di “bevanda vegetale di…”

Ma non per questo però questi alimenti sono privi di valore nutrizionale, tutt’altro!


latte soia


I latti vegetali non sostituiscono il latte di origine animale

Questi prodotti hanno trovato spazio nel mercato alimentare soprattutto per andare incontro alle esigenze dei consumatori vegani o vegetariani, che scelgono di non utilizzare cibo animale e derivati come il latte di mucca. Ma sono oggi ampiamente ricercati anche da tante persone intolleranti al lattosio, per esempio.

(Leggi anche: Vegetariani e carnivori, ecco 5 motivi per riconciliarvi)

A mio avviso però, sebbene il marketing e le pubblicità in TV passino prevalentemente ai consumatori il messaggio che il latte vegetale è un ottimo alimento da usare in sostituzione del latte vaccino, questo concetto è errato da un punto di vista di educazione alimentare del consumatore e per poter avere reale consapevolezza del proprio stile alimentare bisogna esserne coscienti.

Per quale motivo?

Perché tra latte animale (mucca, pecora, capra) e latti vegetali non vi sono grandi somiglianze di tipo nutrizionale, a parte il colore delle bevande e il packaging. Si tratta di alimenti piuttosto differenti sotto il profilo nutrizionale, allora perché insegnare alle persone che uno può “sostituire” l’altro? Affermazioni del tipo:

“I latti vegetali sono privi di colesterolo, lattosio e caseina ma sono ricchi di vitamine (A,B,C ed E), acidi grassi “buoni” e sali minerali come il calcio, il magnesio e il potassio. Sostituiscono il latte vaccino e costituiscono un ottimo succedaneo sia nelle ricette salate che in quelle dolci”

sono completamente fuorvianti.

Parole come queste inducono a pensare che colesterolo, lattosio e caseina siano dei principi nutritivi da evitare come la peste, il che a mio avviso non è affatto vero in quanto si tratta di sostanze naturali presenti sia nei cibi animali che nel corpo umano e ne regolano a volte – come il caso del colesterolo – il normale funzionamento fisiologico (il colesterolo è infatti una molecola essenziale per la buona salute e senza di esso non si potrebbero formare nel corpo umano tutta una serie di elementi assolutamente vitali come la vitamina D, gli ormoni sessuali maschili e femminili e molto altro ancora).

Espressioni come quella riportata qui sopra fanno credere che nutrizionalmente un latte vegetale sia un succedaneo di quello animale, quando in realtà è semplicemente un cibo con apporto nutrizionale molto diverso!


latti vegetali

Immagine tratta da https://beinganordinaryvegan.wordpress.com


Bevande fortificate

Il latte vegetale è di per sé carente di alcuni nutrienti rispetto al latte di origine animale, e pertanto non è raro che queste bevande vengano fortificate con l’aggiunta di micronutrienti essenziali come minerali e vitamine (aggiunta di calcio, vitamina D ecc.), per renderle simili, nella composizione, al latte animale. Questo aspetto non fa altro che confermare che si tratta di alimenti differenti.

Molto meglio cercare di capire quindi quali siano le caratteristiche nutritive specifiche di queste bevande per poi operare una scelta più consapevole di utilizzo. Non è detto che chi ha problemi col latte vaccino debba buttarsi sui latti vegetali e non è detto nemmeno che chi consuma abitualmente il latte vaccino senza problemi non possa anche utilizzare i latti vegetali. Per esempio, chi ha problemi di intolleranza al lattosio e quindi con l’assunzione di latte, potrebbe ripiegare su latticini senza lattosio come lo yogurt o il Kefir, non necessariamente passare ad una “sostituzione” con la bevanda vegetale!

(Leggi anche: il kefir, bevanda miracolosa e quasi gratuita!)


kefir


Latti vegetali e trattamento termico (pastorizzazione)

Un punto cruciale su cui i consumatori devono riflettere è il fatto che tutte le bevande vegetali presenti in commercio sono di tipo industriale e quindi hanno subito dei processi di filtrazione e sopratutto di pastorizzazione, che da un lato garantiscono la scadenza più lunga del prodotto (10-11 mesi), ma dall’altro riducono drasticamente il contenuto nutrizionale di vitamine, minerali ed enzimi dell’alimento di origine.

Il prodotto finale che troviamo al supermercato è un alimento devitalizzato, nel senso che non ha più i nutrienti principali per il cui valore dovrebbe essere consumato. In pratica ciò che rimane è una bevanda prevalentemente a base di acqua e con pochissime vitamine e altre sostanze nutritive rimaste a disposizione, proprio come accade per i succhi di frutta confezionati.

(Leggi anche: Come farsi i succhi in casa)

Tanto è vero che se prepariamo in casa un latte di soia  o di avena, possiamo verificare che durerà al massimo 3-4 giorni in frigorifero, poi inizierà a decomporsi e alterarsi.

Le bevande non trattate termicamente, con tutti i nutrienti allo stato naturale, non si conservano infatti molto a lungo, si decompongono nel giro di poche ore o al massimo giorni. A meno che non vengano sterilizzate attraverso processi di pastorizzazione o altri trattamenti con sostanze conservanti.


etichetta latte riso


Aggiunta di zucchero e altri additivi

Il contenuto di zuccheri, grassi, proteine e fibre varia a seconda del tipo di bevanda. Per esempio, bisogna fare attenzione al contenuto di zuccheri del latte di riso, che tra tutte le bevande vegetali è quella che contiene più zuccheri semplici (si tratta in questo caso degli zuccheri naturali del riso, non di zucchero aggiunto).

Ritengo utile un approfondimento sul latte di soia. La soia è un legume e non un cereale, pertanto il suo latte contiene meno zuccheri rispetto a quello di riso e di avena, contiene più grassi (polinsaturi, quindi grassi “buoni”) e contiene un discreto quantitativo di proteine (3-4 g per 100 ml di bevanda)
È importante scegliere un latte di soia biologico, in quanto nei prodotti non biologici viene impiegata quasi sempre la soia OGM ovvero transgenica, pericolosa per la salute secondo tantissime fonti scientifiche.

Leggiamo l’etichetta

Imprescindibile comunque la lettura sempre attenta dell’etichetta dei prodotti prima di procedere all’acquisto, in quanto nei latti di soia spesso troviamo l’aggiunta di zuccheri per rendere l’alimento più appetibile e quindi perdiamo in questo caso il vantaggio di avere una bevanda priva di zucchero. Inoltre molte bevande vegetali di questo tipo – come il latte di mandorle per esempio – possono contenere altri additivi migliorativi sotto il profilo sia del gusto (sale, zucchero e aromi) che della consistenza (olio di girasole).

(Leggi anche: Etichette alimentari: come leggerle e capirle )


soia


Il latte di soia: quali problemi di etica ambientale?

Di recente abbiamo assistito ad un grande clamore mediatico e a livello istituzionale sull’olio di palma e sulle questioni di etica ambientale che la produzione di questo alimento comporta. Anche sulle coltivazioni di soia si discute da anni a livello internazionale, in quanto sono emersi problemi di tipo ambientale ed etico. Non siamo arrivati ad una presa di posizione ufficiale e sanzionatoria come nel caso dell’olio di palma, tuttavia ritengo che in breve tempo anche questa questione verrà portata alla ribalta definitivamente.
Il latte di soia infatti, ha dietro di sé una scia di sangue e di crimini ambientali su cui andrebbe fatta una riflessione: si tratta di un legume attualmente molto controverso perché legato alla sofferenza e a volte anche all’uccisione di Indios, alla distruzione di aree della foresta Amazzonica grandi come nazioni o allo sfruttamento della popolazione rurale cinese.


deforestazione soia

Greenpeace si è battuta per sottoscrivere un accordo mirato alla lotta alla deforestazione causata dalle coltivazioni di soia. Fonte: dolcevitaonline.it


In definitiva, mi sento di poter affermare che dal punto di vista nutrizionale, al contrario di quello che comunemente si tende a pensare, i latti vegetali non sono adatti a tutti.

Approfondiremo la questione prossimamente nei dettagli, e vedremo per ogni tipologia di bevanda vegetale chi ne può beneficiare e chi dovrebbe invece evitarne il consumo.

Continuate a seguirci!


Gianpaolo Usai è Educatore Alimentare. Tratta di queste e altre tematiche per il blog de L’Alveare che dice Sì e per  Cibo Serio.


 

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