Mozzarella ABC: 100% bufala, 200% campana

La mozzarella di bufala è uno dei simboli del territorio e della tradizione campana.

Inimitabile, raggiungerà presto gli alveari di tutta la rete italiana…
Preparate i pomodori (del Piennolo)!

 

Il nome della cooperativa è facile da ricordare, si tratta delle prime tre lettere dell’alfabeto. ABC,
che sta per Allevatori Bufalini Casterani.

Siamo quindi appena un po’ più a Sud di Napoli dove, dal 1978, la cooperativa ABC realizza una mozzarella inimitabile e che porta infatti il marchio DOP, la Denominazione di Origine Protetta.

 

 

Mozzarella collaborativa

Ogni giorno, la cooperativa ABC raccoglie il latte delle bufale locali, allevate da una decina di allevatori attenti alla protezione della terra e del paesaggio.

Tra loro, ci sono anche i proprietari di ABC, a loro volta allevatori di bufale a Caserta, che conoscono perfettamente questi animali.

“Le nostre bufale beneficiano delle condizioni ambientali climatiche dell’area mediterranea”, spiegano i fondatori.

“Vengono nutrite con una specifica tipologia di foraggio che non è riproducibile altrove!
Senza di esso, e fuori dal loro habitat specifico, il prodigio della nostra mozzarella non avrebbe luogo…”

 

 

Il latte appena munto conserva quindi un sapore ed un colore particolari.

Per essere trasformato, dev’essere limpido e puro.
Viene in seguito cagliato in cooperativa, prima tappa di un processo che esige un colpo di mano nel vero senso della parola!

D’altronde, il termine ‘mozzarella’ deriva dal verbo ‘mozzare’, riferito al gesto manuale con cui si separano i pezzi di pasta filata tenendoli tra il pollice e l’indice.

 

80°, non uno di più!

La cagliata ottenuta è tagliata in pezzettini e poi immersa in dell’acqua molto calda per essere successivamente filata.

La filatura consiste nel sollevare e a tirare la pasta a più riprese, fino ad ottenere un composto filante ed omogeneo.
La consistenza ottenuta dev’essere morbida, elastica, sensuale, al limite dell’erotico!

Segue la tappa della mozzata, in cui un macchinario taglia la pasta in singole mozzarelle.

 

 

“Ci vogliono circa 10 litri di latte di bufala per realizzare un chilo di mozzarella”

Fatto ciò, la mozzarella è quindi imballata e spedita in tutta Europa. Resta allora da addentare la palla bianca, che si apprezza meglio a temperatura ambiente.

“Il miglior modo per gustarla è di concedersi un primo boccone al naturale”, spiegano gli allevatori. “Potrete allora apprezzare il gusto intenso della vera mozzarella campana”.

Gli esperti suggeriscono in seguito di accompagnarla con pomodori e basilico per una caprese, o di farla fondere sulla pizza, o di usarla per una parmigiana di melanzane, o fritta in carrozza.

Ci facciamo dare le ricette?

 

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