Coltivare un orto sinergico: tutto quello che c’è da sapere

Va bene, è estate, le farfalle riempiono i giardini, il sole scalda la pelle dolcemente e a voi è venuta di nuovo voglia di coltivare l’orto. La prima domanda che ci si pone in questo caso è: “da dove incomincio?”

Oggi quindi ho deciso di darvi una serie di consigli non solo per coltivare l’orto ma per coltivarlo in modo sinergico.

Che cos’è un orto sinergico?

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L’agricoltura tradizionale (soprattutto se intensiva!) ha come difetto quello di impoverire gradualmente il terreno, a maggior ragione se si utilizzano pesticidi chimici. Tutto questo porta alla conseguente necessità di utilizzare dei fertilizzanti per aiutare le nostre piantine a crescere.
L’agricoltura sinergica invece prevede che siano le piante stesse a donare nutrimento al terreno tramite i residui organici e la naturale creazione della fauna batterica.

Un po’ di storia…

L’agricoltura sinergica nasce negli anni ’30 dagli studi di un microbiologo e agricoltore giapponese, Masanobu Fukuoka, che inizia ad eliminare l’aratura del terreno e la sostituisce con la pacciamanatura vivente, ovvero un misto di paglia, segatura, foglie ed altri materiali organici che ostacolano la germinazione dei semi infestanti.
In questo metodo risiede il principio base dell’agricoltura sinergica, ovvero che le piante formano la base della piramide energetica e della vita, quindi sono in grado di sviluppare e mantenere la vita del suolo. Adesso che avete una piccola infarinatura andiamo a vedere nella pratica come si coltiva un orto sinergico!

Come si coltiva un orto sinergico?

Ci sono alcuni principi base che si devono rispettare per creare il proprio orto sinergico:

  1. Disegno del terreno
    Per aiutare la terra ad essere fertile come lo è naturalmente, è necessario non compattarla in nessun modo ed evitare quindi di calpestarla in primis. Per farlo si usa delimitare le superici che si possono calpestare creando nelle aree da coltivare dei bancali , ovvero delle picole aiuole che rimarranno non arate o concimate. Si può scegliere la forma che si vuole per il proprio orto: a spirale, a mandala, rettilinea, l’importante è riuscire ad arrivare al centro dell’orto senza calpestare nulla!bancali-in-un-orto-sinergico
  2. Pacciamatura
    L’abbiamo spiegata in parte prima ed in pratica consente al suolo di rimanere costantemente umido proteggendolo dai fenomeni atmosferici. Oltre a consentire la crescita di organismi che aiutano la naturale concimazione, impedisce alle piante infestanti di svilupparsi.orto-sinergico-pacciamatura
  3. Irrigazione
    L’orto sinergico è un ottimo amico del risparmio dell’acqua! Infatti si utilizza il sistema a goccia per innaffiare le piante. Come si fa? Semplice, si prende un tubo tra i 12 ed i 16 mm di diametro e si fissa in terra e ogni 20 cm si pratica un foro per far uscire l’acqua. Volete facilitarvi la vita? Utilizzate un impianto automatico di irrigrazione!irrigazione-orto-sinergico
  4. Concimazione verde
    Se abbiamo a disposizione della terra “vergine”, mai trattata con prodotti chimici, basta seguire il punto uno per avere un terreno fertile, in caso contrario, prima di cominciare la coltivazione vera e propria, sarà necessario iniziare con le prime colture di piante annuali, che riescono a metabolizzare i residui tossici presenti nel suolo.
  5. Semina e trapianti
    È fondamentale procedere a semine e trapianti seguendo le regole delle consociazioni favorevoli, ovvero piante che traggono beneficio dalla vicinanza di altre. Qualche esempio?
    L’Aglio contribuisce a far crescere splendide rose lamponi e la melissa migliora sviluppo e sapore dei pomodori!aiuolelati

Volete saperne di più? Leggete l’intervista a Erika Mugnai, proprietaria dell’ Agriturismo biologico sant’Egle su Hello Green e acquistate subito “Orto sinergico, tanto con poco. Coltivare la terra (e sé stessi) in armonia con la natura” di Loredana e Sandra Conti.

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Riguardo a

Claudia Bonato

Claudia Bonato

Diplomata in Grafica Pubblicitaria, mette per poco da parte il lato artistico per dedicarsi anima e corpo ai codici di programmazione. Poi ci ripensa e riprende in mano tutto, scrittura compresa. Gestisce la comunità dell'Alveare online e cerca di trovare sempre nuovi modi per vivere in completo contatto con la Natura. http://www.alvearechedicesi.it

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