Pranzo da Casa: i cinque comandamenti

Lo sappiamo com’è la vita in ufficio: caffè su caffè, a pranzo un panino piuttosto che una pasta veloce al bar e a fine mese ci ritroviamo con 2 chili in più sul girovita e un centinaio di euro in meno nel portafoglio… Centinaia di euro? Davvero?
Ebbene sì, mangiare fuori costa ogni giorno circa 5/6 euro (se non di più) che moltiplicati per una settimana sono circa 30 euro che per 4 settimane sono 120 euro (minimo!).
Qual è la soluzione per risparmiare in tempo e salute, allora?

Pranzo da casa: le origini

In milanese “la schiscetta” e in torinese “il baracchino” , dove faceva da padrona nei pranzi degli operai e manovali, nella grande mela si chiama “lunchbox” (beh, “scatola del pranzo”, non molto originale) , in giapponese è “bentobako” , in uso addirittura dal 700 d.C. tra i nobili che pasteggiavano sotto i ciliegi in fiore … insomma, il pranzo in ufficio preparato da casa è famoso in tutto il mondo!

Ma quali sono i 5 comandamenti del lunch box perfetto? Andiamo a scoprirli!

Ricicla gli avanzi

La prima regola è questa: a cena cucina cibi semplici e vari , abbondando un po’ con le dosi…un po’ di pasta qui, un po’ di insalata là… il baracchino del giorno dopo sarà subito pronto e non dovrai nemmeno perdere un po’ di tempo per farlo!

Usa il contenitore giusto

Siamo abituati ad andare in giro con un solo contenitore ed una sola portata, ma ora che il pranzo da casa è tornato in auge , i contenitori con più sezioni estraibili e facilmente lavabili si trovano ovunque. Attualmente variano da quelli elettrici scaldavivande per chi in ufficio non ha un fornetto a microonde, quelli di plastica con maniglia inclusa, quelli di acciaio inox…
In mente affiora il primo ricordo del baracchino, quello di mio padre: il contenitore di metallo a due sezioni, per il primo e per il secondo.

baracchino-pranzo-da-casa

Ricette che non stancano

Pensi davvero che bisogna solo mangiare pasta al pesto o al pomodoro ogni giorno per portarsi il pranzo da casa? Sbagliato! Io mi sono totalmente innamorata del libro “La Schiscetta perfetta” di Alessandro Vannicelli e del blog Che schiscia! , tante ricette, facili e sane da gustare ogni giorno in ufficio. Sei particolarmente fantasioso? I giapponesi (abbiamo capito, sempre loro!) sono davvero fissati con il bento e ne fanno una vera e propria opera d’arte…

bentobako

Un po’ di classe non guasta!

Questa ti piacerà un sacco, soprattutto se sei una donzella.
Sai quella tradizione che vuole il pranzo da casa nascosto solitamente in un sacchettino di carta sgualcito di quel negozio in centro in cui hai comprato una maglia circa 5/6 anni fa?
Ecco, dimenticalo e datti al giapponesissimo furoshiki, la bellissima arte di creare borse, cesti, porta oggetti, pacchi regalo, partendo solo da un foulard.
Niente più borse sgualcite, una classe infinita e soprattutto, nessun inquinamento!
Inoltre, hai presente che figura ci fai a portare la tua spesa dell’Alveare in questo modo?

pranzo-da-casa-furoshiki

Stacca un attimo

Rendi sacro il tuo pranzo: prenditi un momento per pasteggiare fuori, su un prato o su una panchina durante la bella stagione e trasferisciti in una zona senza computer quando fa brutto. Passare la pausa pranzo davanti allo schermo, da soli, fa male alla vista e alla linea, visto che non concentrandoti su quello che stai mangiando il suo senso di sazietà finirà molto più in fretta. Meglio prendersi un’oretta e passarla con i colleghi a ridere e scherzare, no?

P.s. da far leggere al tuo capo: è scientificamente provato che fare una pausa pranzo di minimo 20 minuti aumenta la produttività!

Ricordati la buona educazione

Last but not least…buone maniere! Per quanto adori la Bagna Caoda , portarla in ufficio e appestare tutto lo spazio disponibile non è una buona idea se non vuoi essere mandato subito a casa. Attieniti a cibi che non disturbino l’olfatto altrui, tutti te ne saranno riconoscenti!

Altri suggerimenti per il pranzo da casa? Scriveteci nei commenti!

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Riguardo a

Claudia Bonato

Claudia Bonato

Diplomata in Grafica Pubblicitaria, mette per poco da parte il lato artistico per dedicarsi anima e corpo ai codici di programmazione. Poi ci ripensa e riprende in mano tutto, scrittura compresa. Gestisce la comunità dell'Alveare online e cerca di trovare sempre nuovi modi per vivere in completo contatto con la Natura. http://www.alvearechedicesi.it

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