Perturbatori Endocrini: come evitarli?!

Sono dappertutto.
Nel lavello, nella vostra dispensa, sul fondo delle vostre padelle, perfino sui peli del vostro cane.

Si chiamano alchifenoli, bisfenolo A, composti perfluorinati, parabeni, ftalati… sono i perturbatori endocrini.

Vogliamo cacciarli dalle nostre cucine una volta per tutte?

 

Siccome è essenziale conoscere il nemico per sconfiggerlo al meglio, identifichiamo innanzitutto l’oggetto della nostra avversione.

In breve, i perturbatori endocrini sono delle sostanze, naturali o artificiali, estranee all’organismo e capaci di compromettere il sistema endocrino.

Possono anche imitare gli effetti degli ormoni, bloccarli o interferire col loro meccanismo di produzione e di regolazione.

Conseguenze possibili:
aumento del rischio di tumori, diabete, obesità, disturbi delle funzioni riproduttive, della crescita, e del metabolismo, non solo nel soggetto esposto, ma anche nei suoi discendenti!

Minacciano, inoltre, lo sviluppo del sistema nervoso centrale e potrebbero danneggiare il nostro QI.

Siccome la loro azione può peraltro rivelarsi tardivamente, e perdurare nel tempo, il consumatore ha tutto l’interesse a tutelarsi, ed è lì che la storia si complica!

Sono dappertutto!

Se bandirli dal nostro quotidiano sembra essere un compito arduo, è comunque possibile limitarne l’esposizione, a partire dalla cucina, dove pullulano queste sostanze contaminanti!

 

 

La scelta giusta nel piatto

Biologico, ovviamente…
Senza sorpresa, i pesticidi hanno alte possibilità di contenere dei perturbatori endocrini.

Per precauzione, conviene quindi evitarli privilegiando gli alimenti certificati Bio.

Per vostra informazione, e per contenere la bolletta, sappiate che la lattuga, i pomodori, i cetrioli, le mele ed i porri sono al primo posto tra la frutta e verdura più contaminata da pesticidi, secondo la rete Pesticide Action Network Europe.

… Al peggio, un buon pela verdure!

Se invece consumate prodotti ottenuti dall’agricoltura convenzionale, il vostro migliore amico rimane l’economico pela-verdure, che le spoglierà dalla buccia, dove sono concentrate le odiate sostanze.

 

 

Occhio alla carne e ai pesci di grossa taglia!

Rispetto ai prodotti animali, senza incitarvi a diventare vegani, vi consigliamo comunque di mantenervi moderati.

L’uomo si trova in cima alla catena alimentare, e di conseguenza assimila gli inquinanti ingurgitati da tutti gli organismi che consuma.

Riduciamo quindi carne e insaccati, insieme ai cosiddetti pesci “grandi predatori”, come branzini, salmoni, orate e tonni.

Per motivarvi, ricordate che i piccoli pesci come aringhe, sgombri, sardine e alici, oltre ad essere molto meno inquinati, sono ricchissimi del prezioso Omega 3.

Generalmente, l’essenziale è sapere ciò che si consuma – scelta che implica il privilegiare il fatto in casa rispetto ai piatti preparati.

 

 

L’arte di imballare/conservare bene

La plastica era fantastica nell’epoca in cui volevamo semplificarci la vita.

Ma oggi sappiamo che, oltre ad inquinare l’ambiente, può contenere dei perturbatori endocrini.

Parliamo essenzialmente del Bisfenolo A, vietato dal 2015, ma rimpiazzato da altri bisfenoli, non per forza più simpatici, e dagli ftalati.

Abbandonate quindi gli utensili ed i contenitori di plastica – che non sono nemmeno belli! – ed evitate il più possibile la pellicola alimentare.

Il consiglio è ugualmente valido per i contenitori che riponiamo in freezer e soprattutto nel microonde: ad alte temperature, bisfenoli e ftalati si liberano più facilmente e vengono quindi trasmessi agli alimenti.

In breve, preferite il vetro, la ceramica o il bambù, per esempio.

 

 

Plastica: scegliete i tipi 2, 4 e 5

Riguardo alle bevande, purtroppo non è facile trovare il latte o l’acqua minerale in bottiglie di vetro.

Bisogna quindi identificare un tipo di plastica da utilizzare, in quanto non hanno tutte la stessa nocività.

Date un’occhiata al fondo della bottiglia: troverete un simbolo triangolare al centro del quale appare un numero che va da 1 a 7. Le plastiche marchiate 2, 4 e 5 sono considerate le più sicure.

Senza volervi deprimere, sarebbe ugualmente giudizioso ridurre il consumo di alimenti in scatola e di bevande in lattina, in quanto il loro interno è rivestito in plastica.

Infine, la vostra peperonata (oltre alla vostra salute) sarà molto più al sicuro al contatto con una pentola o una padella in acciaio inox, in ceramica o in ghisa piuttosto che con il teflon, certo antiaderente ma soprattutto pieno di perturbatori endocrini e di componenti cancerogeni.

 

 

Pulire, spazzare, lucidare!

La casa è sempre pulita, ma non sempre sana con i prodotti per la pulizia dei supermercati.

Aprite la porta ai detersivi ecologici ed ai prodotti semplici che usava vostra nonna, come il sapone di Marsiglia per le mani o il sapone nero, l’aceto bianco, l’acido citrico ed il percarbonato – peraltro molto economici!

E ricordate che non c’è bisogno di accanirsi contro i germi fino a sentire il sacrosanto “odore di pulito”, che si pensa essere la garanzia di una pulizia ben riuscita.

Il pulito… non ha nessun odore!

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